Autocertificazione Impatto Acustico: quando si può fare? Conviene?

La legge prevede che le attività commerciali devono presentare una Valutazione di Impatto Acustico redatta da un tecnico competente che deve occuparsi anche della relativa rilevazione fonometrica per stabilire che l’attività non superi i limiti previsti. Se per esempio stai aprendo un bar avrai scoperto che la Valutazione di Impatto Acustico è fondamentale.

Avrai sicuramente sentito, tuttavia, che in alcuni casi sarebbe possibile procedere con un’autocertificazione, ossia un documento sostitutivo della Valutazione di Impatto Acustico redatto direttamente dal titolare dell’attività. Il vantaggio dell’autocertificazione è evidente: si risparmiano facilmente tempo e denaro. Tuttavia è bene ricordare che l’autocertificazione presenta dei limiti e dei rischi. Vediamoli insieme

Autocertificazione Impatto Acustico per bar e ristoranti

Se hai un bar, un ristorante, una pizzeria o una tavola calda a Roma, molto probabilmente puoi usufruire della semplificazione dell’autocertificazione di impatto acustico. Con questa pratica nota anche come dichiarazione sostitutiva di atto notorio, puoi infatti dichiarare il rispetto dei limiti di legge sul rumore senza dover corredare la tua domanda con una complessa perizia fonometrica.

Per poter utilizzare questa autodichiarazione, di solito contestualmente alla SCIA comunicata allo sportello SUAP del Comune di Roma, la tua attività deve avere come requisito fondamentale i seguenti presupposti:

  • Nessun diffusore musicale: non devono essere presenti impianti stereo, tv, impianti di diffusione o musica dal vivo in grado di generare un impatto acustico verso l’esterno.
  • La società deve rientrare nel PMI ai sensi dell’art. 2 del Decreto del MInistero dell’attività produttive del 18 aprile del 2005.

Controlla subito: sei in una di queste situazioni?

Se la tua attività rientra in anche solo uno dei seguenti casi, la legge VIETA l’uso dell’autocertificazione e OBBLIGA a presentare la documentazione di impatto acustico firmata da un Tecnico competente:

  • Utilizzi impianti di diffusione sonora (radio, filodiffusione, musica dal vivo, karaoke), anche se solo di sottofondo.
  • L’attività si svolge oltre le ore 22:00 (orario notturno per la zonizzazione acustica).
  • Hai installato macchinari rumorosi all’esterno (condizionatori, unità trattamento aria, canne fumarie con motore, banchi frigo con motore remoto in facciata).
  • La tua attività è “a rischio” strutturale, come: palestre (rumore impattivo pesi), scuole di ballo, officine meccaniche, falegnamerie, autolavaggi.
  • Ti trovi in una zona mista o residenziale e i tuoi impianti distano pochi metri dalle finestre dei vicini.

In sintesi: Se la tua attività produce rumore percepibile all’esterno o presso i vicini, l’autocertificazione è un rischio che non puoi correre.

Autocertificazione di Impatto Acustico: rischi e sanzioni

Molti imprenditori firmano il modulo standard consigliati sbrigativamente dal commercialista, senza verificare l’acustica reale. Cosa succede in caso di controllo della Polizia Locale o di un esposto di un vicino?

  1. Falso ideologico: dichiarare che l’attività “rispetta i limiti” senza aver fatto una misurazione strumentale è un reato se poi i limiti vengono superati.
  2. Sospensione della licenza: la SCIA viene invalidata perché manca un requisito essenziale.
  3. Costi triplicati: sarai costretto a pagare la sanzione, chiamare il tecnico d’urgenza e fare lavori di insonorizzazione spesso più costosi di quelli preventivi.

La dichiarazione sostitutiva non prevede che sia realizzata una perizia fonometrica. Chi decide di avvalersi dell’autocertificazione, quindi, si limita a dichiarare che la propria attività rispetta i limiti di legge senza aver misurato i rumori che effettivamente produce.

Dove sta il problema? È semplice: è possibile sbagliare. Il Sig. Rossi, titolare di un’attività per cui è possibile procedere con l’autocertificazione potrebbe pensare che la propria attività stia operando nei limiti di legge quando in realtà non è così. Il rischio è quello di subire un controllo e di incorrere in sanzioni davvero pesanti.

Nel dettaglio le sanzioni sono di tipo economico ma anche penale: si tratta di un falso in autocertificazione e si rischiano fino a due anni di prigione. Inoltre si può incorrere nel ritiro della licenza di esercizio.

Tutti questi problemi non si rischiano, invece, passando per una normale Valutazione di Impatto Acustico realizzata da un tecnico competente.

Il nostro consiglio: non rischiare. La VIA (Valutazione Impatto Acustico) non costa tanto e rappresenta una garanzia per la tua attività.

Esiste un modello ufficiale per l’autocertificazione di impatto acustico a Roma?

Sì, il Comune di Roma e gli sportelli SUAP (Sportello Unico per le Attività Produttive) mettono a disposizione dei modelli specifici. Generalmente, questo modulo è parte integrante della documentazione richiesta per la presentazione della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività). È fondamentale utilizzare la modulistica aggiornata e compilarla correttamente per evitare ritardi o contestazioni.

Quanto costa l’autocertificazione di impatto acustico?

L’autocertificazione in sé, essendo una dichiarazione personale dell’esercente, non ha un costo vivo come una perizia fonometrica. Tuttavia, affidarsi a un consulente o a un tecnico specializzato per verificare di possedere i requisiti e per la corretta compilazione della documentazione ha un costo professionale, che è però notevolmente inferiore a quello di una valutazione di impatto acustico completa.

Cosa si rischia con una dichiarazione sul rumore non veritiera o errata?

Presentare un’autocertificazione falsa o non veritiera è un reato e può portare a sanzioni amministrative e penali. In caso di controlli da parte degli organi preposti (come l’ARPA o la Polizia Locale) che accertino il superamento dei limiti di rumore, si può incorrere in multe salate e, nei casi più gravi, nella sospensione o revoca dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività.

Devo aprire un piccolo negozio di abbigliamento. L’autocertificazione acustica serve anche a me?

Nella maggior parte dei casi, per attività a bassissimo impatto acustico come negozi di abbigliamento, mercerie, cartolerie o uffici professionali (che non utilizzano macchinari rumorosi e non diffondono musica), è sufficiente l’autocertificazione. Si dichiara essenzialmente che l’attività è “non rumorosa”.

Quando NON è possibile fare l’autocertificazione e serve una valutazione di impatto acustico?

È obbligatoria una relazione tecnica firmata da un Tecnico Competente in Acustica (TCA) per tutte le attività che non possono essere considerate a “basso impatto”. Ad esempio:
1) Attività con musica dal vivo o impianti di diffusione sonora (pub, palestre, discoteche).
2) Attività produttive con macchinari industriali rumorosi (officine, falegnamerie, laboratori artigianali).
3) Attività con impianti di condizionamento o refrigerazione di grande potenza e potenzialmente rumorosi.
4) Qualsiasi attività che opera in orari notturni.

Chi può firmare la valutazione di impatto acustico quando non basta l’autocertificazione?

Solo un Tecnico Competente in Acustica (TCA), figura professionale iscritta negli elenchi regionali (in questo caso della Regione Lazio) e autorizzata per legge a eseguire misurazioni fonometriche e redigere le relative perizie tecniche